Non mi era mai capitato. Nemmeno nella grande città. Qualche giorno fa, entrata nella chiesa principale del paesino in cui abitiamo per un po’ di Adorazione, mi sistemo tra i primi banchi e mi capita l’occhio sulla balaustra del presbiterio che, stranamente, è chiusa da un cancelletto in ferro, riccamente decorato. Osservando con attenzione, vedo una targa appesa ai decori che recita così: Non oltrepassare. Allarme inserito. Non ricordo di aver mai fatto esperienza di un presbiterio allarmato, nemmeno nelle grandi basiliche o santuari in Torino dove, indubbiamente, il rischio di indebite incursioni è reale e, ahimè, già sperimentato. Pertanto, trovarlo in una chiesa di provincia, in una comunità che vivo e che ho imparato ad apprezzare per la sua disponibilità ed il suo servizio a Dio, mi ha fatto molto riflettere. Allarmare quello spazio ha due significati. Un significato certamente molto umano, terreno, orizzontale ovvero preservarlo da possibili, anche se remote, sgradite visite; e, poi, un significato potentemente spirituale, che sa di cielo, verticale: delimitare uno spazio che è sacro, riconoscergli una valenza altra rispetto al resto del mondo. Lungi dall’allontanare, ritornare a delimitare lo spazio sacro, anche con mezzi umani, aiuta a riposizionare il sacro nella mente e nel cuore delle persone. In una contemporaneità in cui tutto è appiattito, livellato in nome di una presunta tolleranza o urlata libertà, quel perimetro chiuso e assicurato ricorda che Dio merita uno spazio Suo, inviolabile, perché lo spazio di Dio non è uno spazio qualsiasi e, come tale, non può essere lasciato incustodito. Lo spazio di Dio è spazio prezioso, da difendere, dentro e fuori di noi. “Allarme inserito” vuole chiederci questo: quanto siamo consapevoli che c’è uno spazio solo per Dio nella nostra vita e che quello spazio va custodito, difeso e curato come la cosa più preziosa che abbiamo? Qualche giorno fa, una famosa casa d’aste di Torino ha subíto un furto importante, di qualche milione di euro. Lo spazio di Dio, fisico, nel caso del presbiterio allarmato, e spirituale, nel caso della nostra anima che lo ospita, vale assai di più di qualsiasi gioiello della più importante casa d’aste al mondo. Vale la pena allarmarlo. E vale la pena ringraziare quei sacerdoti che, utilizzando vie molto umane, ci aiutano a ricordarlo. Amen!
Un caro saluto in Jesu et Maria,
Mariachiara e tutta IO

