{"id":1484,"date":"2025-09-25T18:56:00","date_gmt":"2025-09-25T18:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.impresaorante.org\/imor\/?p=1484"},"modified":"2026-05-08T19:46:04","modified_gmt":"2026-05-08T19:46:04","slug":"tra-il-fare-e-loffrire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.impresaorante.org\/imor\/blog\/2025\/09\/25\/tra-il-fare-e-loffrire\/","title":{"rendered":"Tra il fare e l\u2019offrire"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo ogni estate, ricomincia il nostro cammino insieme con il S. Rosario online del luned\u00ec e le pillole mensili. Come tante volte avete letto, la prima pillola dopo la pausa estiva, cos\u00ec come la prima pillola di ogni inizio anno, gioca sempre un ruolo speciale nel tracciare il cammino che ci apprestiamo a ricominciare. In questi giorni, meditando sull\u2019argomento, pi\u00f9 volte mi veniva in mente il richiamo dell\u2019affidarsi a\/del fidarsi di Dio. Oggi, volendo rompere gli indugi scrivendo la nuova pillola, ho voluto chiedere aiuto a Papa Benedetto XVI attraverso la Sua &lt;&lt;Spe Salvi&gt;&gt;, enciclica che stiamo leggendo da inizio anno tutti i luned\u00ec dopo il S. Rosario. E, allora, sono due i passaggi che vorrei riprendere perch\u00e9, credo, particolarmente calzanti per i tempi in cui stiamo vivendo, i paragrafi 35 e 40. Il paragrafo 35 andrebbe scolpito su pietra o riscritto sul muro del nostro ufficio, della nostra officina, del nostro negozio, insomma\u2026 andrebbe imparato a memoria. Ve lo riporto qui, mettendo in evidenza gli stralci pi\u00f9 densi e significativi:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>35. Ogni agire serio e retto dell\u2019uomo \u00e8 speranza in atto. Lo \u00e8 innanzitutto nel senso che cerchiamo cos\u00ec di portare avanti le nostre speranze, pi\u00f9 piccole o pi\u00f9 grandi: risolvere questo o quell\u2019altro compito che per l\u2019ulteriore cammino della nostra vita \u00e8 importante; col nostro impegno dare un contributo affinch\u00e9 il mondo diventi un po\u2019 pi\u00f9 luminoso e umano e cos\u00ec si aprano anche le porte verso il futuro. Ma l\u2019impegno quotidiano per la prosecuzione della nostra vita e per il futuro dell\u2019insieme ci stanca o si muta in fanatismo, se non ci illumina la luce di quella grande speranza che non pu\u00f2 essere distrutta neppure da insuccessi nel piccolo e dal fallimento in vicende di portata storica. Se non possiamo sperare pi\u00f9 di quanto \u00e8 effettivamente raggiungibile di volta in volta e di quanto di sperabile le autorit\u00e0 politiche ed economiche ci offrono, la nostra vita si riduce ben presto ad essere priva di speranza. \u00c8 importante sapere: io posso sempre ancora sperare, anche se per la mia vita o per il momento storico che sto vivendo apparentemente non ho pi\u00f9 niente da sperare. Solo la grande speranza-certezza che, nonostante tutti i fallimenti, la mia vita personale e la storia nel suo insieme sono custodite nel potere indistruttibile dell\u2019Amore e, grazie ad esso, hanno per esso un senso e un\u2019importanza, solo una tale speranza pu\u00f2 in quel caso dare ancora il coraggio di operare e di proseguire. Certo, non possiamo \u00ab costruire \u00bb il regno di Dio con le nostre forze \u2013 ci\u00f2 che costruiamo rimane sempre regno dell\u2019uomo con tutti i limiti che sono propri della natura umana. Il regno di Dio \u00e8 un dono, e proprio per questo \u00e8 grande e bello e costituisce la risposta alla speranza. E non possiamo \u2013 per usare la terminologia classica \u2013 \u00ab meritare \u00bb il cielo con le nostre opere. Esso \u00e8 sempre pi\u00f9 di quello che meritiamo, cos\u00ec come l\u2019essere amati non \u00e8 mai una cosa \u00ab meritata \u00bb, ma sempre un dono. Tuttavia, con tutta la nostra consapevolezza del \u00ab plusvalore \u00bb del cielo, rimane anche sempre vero che il nostro agire non \u00e8 indifferente davanti a Dio e quindi non \u00e8 neppure indifferente per lo svolgimento della storia&gt;&gt;<\/p>\n<cite><em>SPE SALVI DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI<\/em> <\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Queste parole sono ossigeno potentissimo per l\u2019anima perch\u00e9 ci dicono una cosa molto semplice: quando agiamo in modo retto, ovvero conforme all\u2019Amore di Dio, stiamo dando un contributo straordinario per l\u2019affermazione del bene nella storia umana, a prescindere dai risultati. Dio, a differenza degli uomini, non misura il risultato ma guarda all\u2019impegno. La visione di Dio non \u00e8 secondo il parametro della perfomance ma dell\u2019amore. A Dio piace che ci diamo da fare per il bene perch\u00e9 \u00e8 imitare ci\u00f2 che Lui stesso ha fatto a partire dalla Creazione. Ma se \u00e8 vero quanto \u00e8 vero che per Dio non sono importanti i risultati quanto il darsi da fare per il bene, \u00e8 fondamentale tenere a mente che, soprattutto oggi, vale la pena spendersi in tal senso, oggi proprio nel momento storico in cui viviamo ed in cui tutto pare crollare intorno od essere fortemente minato dalla tenebra. Oggi \u00e8 il momento migliore per darsi da fare per il bene perch\u00e9 \u00e8 il tempo che ci \u00e8 stato dato da sempre ed \u00e8 l\u2019unico che abbiamo a disposizione. Non possiamo farci attanagliare dalla paura o, peggio, dalla sfiducia \u201csolo\u201d perch\u00e9 vediamo ci\u00f2 che vediamo attorno a noi o poco distante da noi. Come \u00e8 vero che il male non si vince con il male, non si vince nemmeno con la paralisi ma con il fare maggior bene. Facciamolo nostro, questo insegnamento. Ricordiamocelo a vicenda, giornalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>E, adesso, veniamo al paragrafo 40:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>40. Vorrei aggiungere ancora una piccola annotazione non del tutto irrilevante per le vicende di ogni giorno. Faceva parte di una forma di devozione, oggi forse meno praticata, ma non molto tempo fa ancora assai diffusa, il pensiero di poter \u00ab offrire \u00bb le piccole fatiche del quotidiano, che ci colpiscono sempre di nuovo come punzecchiature pi\u00f9 o meno fastidiose, conferendo cos\u00ec ad esse un senso. In questa devozione c\u2019erano senz\u2019altro cose esagerate e forse anche malsane, ma bisogna domandarsi se non vi era contenuto in qualche modo qualcosa di essenziale che potrebbe essere di aiuto. Che cosa vuol dire \u00ab offrire \u00bb? Queste persone erano convinte di poter inserire nel grande com-patire di Cristo le loro piccole fatiche, che entravano cos\u00ec a far parte in qualche modo del tesoro di compassione di cui il genere umano ha bisogno. In questa maniera anche le piccole seccature del quotidiano potrebbero acquistare un senso e contribuire all\u2019economia del bene, dell\u2019amore tra gli uomini. Forse dovremmo davvero chiederci se una tale cosa non potrebbe ridiventare una prospettiva sensata anche per noi.<\/p>\n<cite><em>SPE SALVI DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI<\/em><\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Questo passaggio ci dice una cosa molto utile, in questo tempo di fatica: anche nell\u2019economia di Dio, nulla \u00e8 spreco, nulla deve essere lasciato al caso o non valorizzato. Ma c\u2019\u00e8 una differenza: la logica che guida Dio non \u00e8 il massimo profitto (come il modello economico che ci sta schiacciando) ma il massimo livello di com-passione. Offrire a Dio, ogni secondo che viviamo, le nostre paure, sofferenze fisiche, materiali e spirituali (sono tantissime, lo so!), i nostri impedimenti e le nostre frustrazioni \u00e8 compartecipare la nostra storia con Lui, \u00e8 vivere la nostra storia e farla diventare Sua. Dopo il fare bene, l\u2019offrire \u00e8 la via per uscire fortificati da un tempo che pare stritolarci. Qualche giorno fa, un frate che vive in Libano con cui sono in contatto, mi diceva che \u00e8 il tempo delle tenebre, quello che stiamo vivendo. Ma se la nostra storia diventa storia offerta a Dio, noi siamo al sicuro, qualsiasi cosa succeda.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, dunque, la nostra preghiera: Signore, insegnaci a fare bene e a offrire il nostro oggi, tutto intero. E confermaci nelle fede affinch\u00e9 siamo capaci di guardare con fiducia al futuro cos\u00ec da non stancarci di essere &lt;&lt;speranza in atto&gt;&gt;. Lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli, nipoti, colleghi e a tutti quelli che non sperano pi\u00f9. Amen!<\/p>\n\n\n\n<p>Mariachiara<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo ogni estate, ricomincia il nostro cammino insieme con il S. Rosario online del luned\u00ec e le pillole mensili. Come tante volte avete letto, la prima pillola dopo la pausa estiva, cos\u00ec come la prima pillola di ogni inizio anno, gioca sempre un ruolo speciale nel tracciare il cammino che ci apprestiamo a ricominciare. 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